Fotografia
attività creativa
fine anni Novanta
paesaggio
architettura
Ho iniziato a fotografare alla fine degli anni Novanta partendo da un’altra passione: l’astronomia. Fu la cometa Hale-Bopp a spingermi a fermare su pellicola quello che vedevo nel cielo. Da allora la fotografia non mi ha più lasciato. Oggi mi interessano soprattutto il paesaggio, l’architettura e il rapporto tra le persone e gli spazi che attraversano.
Fotografo in modo rapido e intuitivo, cercando immagini essenziali e composizioni precise. Mi viene naturale usare un formato verticale stretto, togliere ciò che non serve e concentrarmi su un dettaglio più che sull’insieme. Oggi uso soprattutto lo smartphone per la sua immediatezza. Torno alla pellicola quando voglio rallentare. Quando stampo una fotografia, seguo tutto il lavoro nel mio studio, dalla scelta della carta e dell’equilibrio tonale al montaggio e alla cornice. Per me una fotografia non finisce necessariamente sullo schermo.
Per alcuni anni ho fatto parte del Pentax Photography Team. Quell’esperienza mi ha permesso di viaggiare, conoscere altri fotografi, confrontarmi con modi diversi di lavorare e provare attrezzature che altrimenti difficilmente avrei avuto occasione di usare.
In quegli anni sono arrivate anche alcune esperienze importanti: una fotografia realizzata nel Kerry è stata selezionata nel 2015 per una mostra al Konica Minolta Plaza di Tokyo; nel 2016 una serie dedicata all’isola croata di Lastovo è stata pubblicata su Tutti Fotografi; nel 2018 ho esposto alla Mole Vanvitelliana di Ancona insieme ad Antonio Biagiotti. Mi sono dedicato molto anche al paesaggio notturno e alla Via Lattea.
Oggi la fotografia è soprattutto una pratica personale e indipendente: un modo di osservare, scegliere e conservare ciò che mi colpisce. Sul mio sito raccolgo una selezione dei miei scatti.
Interessi ed esperienze
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Mi piace soprattutto fare nuove esperienze e lasciarmi sorprendere: in montagna, in città o in viaggio cerco qualcosa da scoprire, senza avere sempre tutto programmato. Mi appassionano il territorio, i luoghi e le loro storie. Sono legato all’Appennino: è il paesaggio in cui mi riconosco e a cui sento di appartenere. Continuo a trovarlo bellissimo anche dopo averlo percorso infinite volte. Mi piace perdermi nei boschi, fare trekking e salire sui crinali, quasi sempre con Foxey, la mia barboncina. Durante queste uscite cerco quarzi e minerali, ma anche more, lamponi, castagne e funghi.
In città mi piace visitare musei, mostre e gallerie, dall’arte classica a quella contemporanea. L’architettura è una passione a sé: mi affascinano gli edifici, gli spazi, le proporzioni e il loro rapporto con la luce e il paesaggio. La musica ha un posto importante: vado spesso ai concerti e passo con naturalezza dal rock all’elettronica. Quando viaggio cerco città e luoghi nuovi, lasciando spazio agli incontri e agli imprevisti. Il cibo è un’altra forma di scoperta: mi piace esplorare cucine di tutto il mondo e provare sapori nuovi. Lo sport non mi appassiona particolarmente, ma seguo con interesse il motorsport, soprattutto i rally.
Sono appassionato di astronomia fin da bambino, un interesse che nel tempo mi ha portato a fotografare il cielo e la Via Lattea. La tecnologia mi appassiona anche al di là del lavoro: seguo blockchain, decentralizzazione e criptovalute, e mi interessa l’intelligenza artificiale, che utilizzo per sviluppare applicativi e strumenti web legati ai miei interessi, dalla sicurezza informatica al meteo.
Mi interessano anche i temi della neurodiversità e dell’ADHD, perché mi riconosco in alcuni aspetti di quel funzionamento. Se dovessi scegliere un aggettivo per descrivermi, direi curioso. Sono attratto dalla bellezza che trovo soprattutto nelle cose semplici: un luogo, un oggetto fatto bene, un’esperienza o qualcosa che abbia carattere. Cerco di dare al lavoro il suo spazio senza lasciare che occupi tutto il resto, riservando tempo per le passioni, le persone, i viaggi e le scoperte.
Guardo al futuro con curiosità e ottimismo, portando con me ciò che le esperienze più difficili del passato mi hanno lasciato. Negli anni ho imparato ad apprezzare i miei spazi e i momenti per me. Questo mi ha aiutato a conoscermi meglio e a dare più valore a ciò che scelgo di fare.
Nelle relazioni mi piace la complicità profonda, insieme alla libertà di restare due persone complete, ciascuna con i propri spazi, interessi e percorsi. Sto bene con persone curiose e stimolanti, che mi facciano sentire visto e considerato nelle cose a cui tengo. Non cerco attenzioni continue, ma presenza, interesse reciproco, confronto sincero e la capacità di arricchirsi e stimolarsi a vicenda. Sentimentalmente sono single.